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W.B.Child

Statuto Dell'Associazione

TITOLO I DENOMINAZIONE, SEDE, SCOPO, DURATA

Art. 1 – Denominazione 
1.1 In Data 10/04/2015 E’ costituita l’Associazione denominata “W.B.CHILD”, I Soci Fondatori sono: • Dott. Carmine Caputo nato il 09/03/1955 a Roccanova PZ C.F. CPTCMN55CO9H4260 • Dott.ssa Fortunato Maria nata il 27/07/1971 a Roccanova PZ C.F. FRTMRA71L67H426M • Fortunato Angelo nato il 12/06/1975 a Chiaromonte C.F. FRTNGL75H12C619L Viene Nominato Presidente della W.B.Child Caputo Carmine Viene nominato vice Presidente Fortunato Angelo Viene Nominata Segretario / Tesoriere Fortunato Maria

Art. 2 – Sede
 2.1 L’Associazione ha sede in Calatafimi TP. 2.2 Su delibera del Consiglio Direttivo, l’Associazione può costituire, stabilendone organizzazione e compiti, delegazioni o uffici staccati, in Italia e/o all’estero. 2.3 L’Associazione nazionale W.B.CHILD rappresenta il vertice di una struttura federata, che si articola in associazioni costituite a livello Periferico, dotate di autonoma soggettività giuridica e patrimoniale, con compiti di coordinamento, controllo, intervento, direzione e sostegno finanziario, finalizzati al raggiungimento degli scopi sociali e dei principi generali condivisi a livello nazionale. 2.4 Il Consiglio direttivo può riconoscere le Associazioni Periferiche della W.B.Child che chiedono di aderire all’accordo federativo “W.B.CHILD”, uniformandosi alle linee guida, alle direttive, alle raccomandazioni, alle approvazioni, e ai regolamenti che saranno periodicamente dettati, predisposti, emanati e rilasciati dall’associazione centrale W.B.CHILD. 2.5 L’organizzazione delle Associazioni periferiche, il loro rapporto con gli uffici centrali dell’Associazione, l’utilizzo della denominazione e del logo “W.B.CHILD”, la gestione e la devoluzione dei fondi e delle quote associative, i criteri per la nomina delle relative cariche, il conferimento di deleghe e poteri di rappresentanza, i controlli da parte degli uffici centrali, ed ogni altro aspetto relativo all’articolazione territoriale dell’Associazione, sono disciplinati da appositi regolamenti predisposti da parte del Consiglio Direttivo, che potrà, comunque, assumere, ogni specifica delibera al riguardo.

Art. 3 – Scopo sociale 3.1 L’Associazione ha carattere volontario, è indipendente e non persegue fini di lucro. 3.2 Essa si propone di promuovere, favorire, diffondere e sviluppare attività di carattere culturale e sociale, al fine di sollecitare la partecipazione, l’impegno civile e sociale di ogni persona. 3.3 L’associazione opera in piena autonomia rispetto a terzi, movimenti e forze politiche in genere, concentrando, in particolare, la propria attenzione sui seguenti temi: - Rilancio dell’economia italiana; - Uso delle tecnologie Mobile ; - Internazionalizzazione e relazioni internazionali; - Progetti,ricerche e lavoro; - Rapporti tra cittadini e nuove tecnologie - Ricerca su Energie alternative. 3.4 Per il raggiungimento dei propri scopi, l’Associazione potrà, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, svolgere le seguenti attività: - organizzare conferenze, convegni, congressi, incontri, seminari, dibattiti, tavole rotonde su qualsiasi tema di ritenuta rilevanza, anche per stimolare un confronto per la discussione pubblica;
- promuovere studi e ricerche su temi sociali, economici, tecnici, turistici, sindacali, ambientali, artistici,nonché su qualsiasi altro argomento di carattere generale; - svolgere attività di formazione, anche con la costituzione di gruppi di studio e ricerca;
- svolgere attività di pubblicazione e di editoria, anche multimediale; - adempiere a tutti quegli altri eventuali compiti inerenti l’attività che venissero stabiliti dai competenti organi statutari e finalizzati al perseguimento del fine statutario. 3.5 Nell’ambito degli scopi statutari e per la miglior realizzazione degli stessi, su delibera del Consiglio Direttivo, l’Associazione può partecipare ad Associazioni, Enti, Istituzioni, Organizzazioni, Federazioni in Italia ed all’estero, senza scopi di lucro. 3.6 L’Associazione può, peraltro, promuovere o partecipare ad attività di natura commerciale, purché di natura residuale e strumentalmente finalizzate ad una migliore realizzazione degli scopi associativi.

Art. 4 – Durata dell’Associazione 4.1 La durata dell’Associazione è illimitata.
L’Associazione potrà essere sciolta con delibera del Consiglio Direttivo.

Art. 5 – Aderenti all’Associazione
 5.1 Possono aderire all’Associazione persone fisiche, persone giuridiche, enti, istituzioni e associazioni che ne condividono le finalità ed intendono perseguire gli obiettivi di cui al presente Statuto. 5.2 Le modalità di adesione e partecipazione alla vita dell’associazione, i requisiti per l’ammissione, le quote di adesione ed i contributi periodici, le categorie di aderenti, la durata della loro associazione, il rapporto tra l’adesione all’associazione nazionale e la qualità di socio delle associazioni periferiche, sono tutti regolati da appositi regolamenti predisposti da parte del Consiglio Direttivo.

TITOLO II ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE

Art. 6 – Organi 6.1 Sono organi dell’Associazione:

• IL CONSIGLIO DIRETTIVO;

• IL PRESIDENTE;

• Il VICEPRESIDENTE, se nominato;

• IL DIRETTORE, se nominato;

• Il COLLEGIO DEI REVISORI, se nominato;

• Il COLLEGIO DEI PROBIVIRI, se nominato.

• Per tutti gli organi non nominati ne assume il diretto incarico il Consiglio Direttivo.

Art. 7 – Composizione e funzioni del Consiglio Direttivo
 7.1 L’Associazione è amministrata da un Consiglio Direttivo composto da due a 5 membri,oltre il Presidente dell’associazione centrale , scelti tra i Presidenti delle Associazioni periferiche e fra i componenti del Comitato d’Indirizzo(a discrezione del Presidente). La scelta dei componenti delle Associazioni periferiche verrà effettuata rispettando, ove possibile, criteri di turnazione, al fine di assicurare nel tempo la periodica rappresentanza di ogni sede periferica ove è stata costituita la relativa Associazione. 7.2 I membri del Consiglio Direttivo durano in carica tre anni. 7.3 In caso di decesso o dimissioni di un consigliere, la sua sostituzione è effettuata con le stesse modalità della nomina originaria. I consiglieri così nominati rimangono in carica sino alla scadenza originaria del consigliere sostituito. 7.4 La cessazione per qualsiasi motivo della carica di Presidente dell’Associazione periferica, comporta automaticamente anche la decadenza dalla carica di componente del Consiglio Direttivo. 7.5 Ai membri del Consiglio Direttivo non spetta alcun compenso, fatta eccezione per l’eventuale rimborso delle spese. 7.6 Il Consiglio Direttivo è investito di ogni potere per decidere sulle iniziative da assumere e sui criteri da seguire per il conseguimento e l’attuazione degli scopi dell’Associazione e per la sua amministrazione e gestione ordinaria e straordinaria.
In particolare il Consiglio Direttivo:

1) predispone ed approva il bilancio preventivo ed il bilancio consuntivo;

2) fissa le direttive per l’attuazione dei compiti statutari, ne stabilisce le modalità e le responsabilità di esecuzione;

3) decide sugli investimenti patrimoniali;

4) stabilisce l’importo del contributo degli aderenti;

5) delibera sull’ammissione dei soci e degli aderenti;

6) delibera le sanzioni associative e dichiara la decadenza dalle cariche associative;

7) nomina e revoca il Direttore e ne determina la retribuzione;

8) nomina e revoca il personale dipendente e ne determina la retribuzione;

9) approva gli eventuali regolamenti interni, per il corretto funzionamento dell’Associazione;

10) conferisce e revoca procure;

11) delibera sulle modifiche dello Statuto e sullo scioglimento anticipato dell’Associazione;

12) delibera la trasformazione e la fusione dell’Associazione;

13) svolge ogni altro compito previsto dalla legge e dal presente Statuto. 7.7 I consiglieri decadono dall’incarico per mancata partecipazione senza giustificato motivo alle riunioni del Consiglio Direttivo, per tre (3) riunioni consecutive o per la metà delle riunioni indette in un anno solare.

Art. 8 – Convocazioni e deliberazioni del Consiglio Direttivo 8.1 Il Consiglio Direttivo si riunisce almeno sei (4) volte l’anno, nonché ogni qualvolta sia richiesto dal Presidente. 8.2 Le adunanze sono indette con atto scritto da inviarsi con lettera, fax, posta elettronica o altro mezzo ritenuto idoneo, almeno quattro (4) giorni prima della data della riunione. L’avviso di convocazione deve contenere l’indicazione del luogo, del giorno, dell’ora della riunione nonché l’elenco delle materie da trattare. 8.3 In caso d’urgenza i termini di cui al precedente articolo 8.2 possono essere ridotti della metà. 8.4 Il Consiglio Direttivo, con la presenza di tutti i suoi membri e per accettazione unanime, può anche decidere la trattazione di argomenti non iscritti all’ordine del giorno, potendo assumere le relative determinazioni. 8.5 Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente, in caso di sua assenza dal Vicepresidente, in assenza di entrambi dal consigliere presente più anziano di età. 8.6 Per la validità delle deliberazioni è necessaria la presenza effettiva della metà più uno dei consiglieri che lo compongono e con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti. 8.7 I sistemi di votazione sono stabiliti da chi presiede il Consiglio, tra voto palese e scrutinio segreto. 8.8 La partecipazione alle riunioni del Consiglio Direttivo non è delegabile e ciascun consigliere ha diritto ad un voto. 8.9 In caso di votazione che consegua parità di voti, prevale il voto del Presidente. 8.10 Il Direttore provvede alla redazione su un apposito libro del verbale delle riunioni che verrà sottoscritto dal Presidente e dal Direttore stesso. Le riunioni saranno validamente costituite anche quando tenute a mezzo videoconferenza o teleconferenza, con le modalità all’uopo stabilite dal Presidente.

Art. 9 – Presidente 9.1 Il Consiglio Direttivo nominerà il Presidente dell’Associazione; potrà, inoltre, nominare Vice Presidente. 9.2 Il Presidente ha il compito di rappresentare, anche in giudizio, l’Associazione. 9.3 Spetta al Presidente: 1) convocare e presiedere le adunanze del Consiglio Direttivo e del Comitato d’Indirizzo; 2) curare l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo; 3) determinare l’ordine del giorno delle sedute del Consiglio Direttivo; 4) sviluppare ogni attività diretta al conseguimento degli scopi istituzionali dell’Associazione; 5) assumere, nei casi d’urgenza e ove non sia possibile una tempestiva convocazione del Consiglio Direttivo, i provvedimenti indifferibili e indispensabili al corretto funzionamento dell’Associazione, sottoponendo gli stessi alla ratifica del Consiglio Direttivo entro il termine improrogabile di 7 (sette) giorni. 9.4 Il Presidente dura in carica 3 (tre) anni. 9.5 Il Vicepresidente, ove nominato, sostituisce il Presidente, nei casi di sua assenza o impedimento, ed esercita tutti gli altri poteri ad esso delegati dal Consiglio Direttivo.

Art. 10 – Direttore
 10.1 Il Direttore dell’Associazione è nominato dal Consiglio Direttivo, sino alla revoca. 10.2 Il Direttore: 1) svolge la funzione di verbalizzazione delle adunanze del Consiglio Direttivo; 2) coadiuva il Presidente ed il Consiglio Direttivo nell’esplicazione delle attività esecutive; 3) partecipa alle sedute del Consiglio Direttivo, senza diritto di voto; 4) cura la gestione amministrativa e finanziaria dell’Associazione; 5) stabilisce e risolve i rapporti di lavoro con il personale; 6) svolge ogni altra funzione ad esso delegata.

Art. 11 – Collegio dei revisori
 11.1 Il Collegio dei revisori è nominato dal Consiglio Direttivo, ed è composto da tre membri effettivi e da due supplenti. Il Consiglio Direttivo potrà, in alternativa, istituire un organo di controllo monocratico, il quale dovrà essere iscritto nel Registro dei revisori legali.
In caso di organo collegiale, assume la carica di Presidente il revisore eletto con il maggior numero di voti ed iscritto nel Registro dei revisori legali. 11.2 I revisori durano in carica 3 (tre) anni, sono rieleggibili, e possono essere scelti anche tra soggetti estranei all’Associazione, avuto riguardo alla loro competenza. 11.3 Spetta al Collegio dei revisori effettuare il controllo contabile ed il controllo della gestione dell’Associazione, nonché assistere, senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio Direttivo.

Art. 12 – Collegio dei Probiviri
 12.1 Il Collegio dei Probiviri è composto di 3 (tre) membri, nominati dal Consiglio Direttivo, che durano in carica tre anni e sono rieleggibili. 12.2 Esso ha la funzione di: - decidere sui ricorsi presentati dagli aspiranti soci circa il rigetto della domanda di ammissione da parte del Consiglio Direttivo
- decidere sui ricorsi presentati dai soci circa l’applicazione di sanzioni da parte del Consiglio Direttivo - esperire un tentativo di conciliazione su ogni questione tra i soci e l’Associazione, che riguarda l’applicazione e l’interpretazione del presente statuto

TITOLO III

COMITATO DI INDIRIZZO

Art. 13 – Comitato di Indirizzo 13.1 Il Comitato di indirizzo è composto dai Presidenti delle Associazioni periferiche, nonché da personalità di chiara fama, rappresentanti, delle imprese, delle professioni, della scienza o della cultura, nominate dal Consiglio Direttivo, ed invitate a farne parte su proposta del Presidente. 13.2 Il Comitato d’Indirizzo potrà istituire gruppi e commissioni di studio e di lavoro, composti anche da figure esterne ad esso, per approfondire l’analisi di tematiche specifiche. 13.3 Il Comitato di Indirizzo è presieduto dal Presidente, e si riunisce ogni qual volta quest’ultimo lo ritenga utile od opportuno, oppure quando ne sia stata fatta richiesta da almeno cinque dei suo componenti. 13.4 Il Comitato di Indirizzo predispone studi, pareri, documenti, contributi e proposte da sottoporre al Consiglio Direttivo. 13.5 La cessazione per qualsiasi motivo della carica di Presidente o rappresentante dell’Associazione periferica comporta automaticamente anche la decadenza dalla carica di componente del Comitato di indirizzo. 13.6 I Presidenti delle Associazioni regionali hanno facoltà di delegare il Direttore o un componente del Consiglio direttivo regionale, per la partecipazione alle riunioni del Comitato di Indirizzo. La delega può essere conferita soltanto per una riunione, ed è rinnovabile.

TITOLO IV

Art. 14 – Fondo comune

FONDO COMUNE E BILANCI 14.1 Il Fondo comune dell’Associazione è costituito: a) dal contributo corrisposto dagli aderenti; b) dalle eventuali eccedenze attive delle gestioni annuali; c) dagli investimenti mobiliari e immobiliari; d) dagli interessi attivi e dalle altre rendite patrimoniali; e) dalle somme e beni da chiunque e a qualsiasi titolo devoluti all’Associazione. 14.2 Con il Fondo comune si provvede alle spese per il funzionamento dell’Associazione. 14.3 Il Fondo comune rimane indivisibile per tutta la durata dell’Associazione e pertanto i soci che, per qualsiasi motivo cessino di farne parte, non possono avanzare alcuna pretesa di ripartizione ed assegnazione di quota a valere sul fondo medesimo. 14.4 In ogni caso, durante la vita dell’Associazione non possono essere distribuiti ai soci, neanche in modo indiretto, eventuali utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale. Art. 15 – Esercizio sociale e bilanci
 15.1 L’esercizio sociale decorre dal 1° (primo) gennaio al 31 (trentuno) dicembre di ogni anno. 15.2 Entro il primo trimestre dell’anno deve essere compilato il bilancio preventivo ed il bilancio consuntivo al 31 dicembre.

TITOLO V

NORME FINALI E GENERALI

Art. 16 – Scioglimento e liquidazione 16.1 Lo scioglimento dell’Associazione è deliberato con delibera del Consiglio Direttivo assunta con il voto favorevole del Presidente. 16.2 Il Consiglio Direttivo provvederà alla nomina di uno o più liquidatori determinandone i relativi poteri. 16.3 Il Fondo comune residuo dopo la liquidazione dovrà essere destinato ad altri enti non commerciali che perseguono finalità analoghe, salvo diversa disposizione imposta dalla Legge.

Art. 17 – Controversie 17.1 Tutte le controversie derivanti, conseguenti o semplicemente connesse al presente Statuto, ivi comprese, a titolo meramente esemplificativo, quelle inerenti la sua formazione, interpretazione, esecuzione, validità e giuridica esistenza, modificazione ed estinzione, purché compromettibili in arbitri, saranno devolute alla cognizione di un collegio arbitrale, composto da tre membri, di cui i primi due saranno nominati uno da ciascuna parte in lite, ed il terzo di comune accordo dagli arbitri così nominati, ovvero, in difetto, dal Presidente del Tribunale di Trapani. Lo stesso Presidente del Tribunale nominerà l’arbitro per la parte in lite che non vi avrà provveduto nel termine previsto dall’art. 810, comma 1, c.p.c. Qualora le parti in lite siano più di due, il collegio arbitrale, sempre composto da tre membri, sarà nominato d’accordo tra le parti stesse, o in difetto, dal Presidente del Tribunale di Trapani. 17.2 Il collegio arbitrale deciderà in via rituale e secondo diritto. La sede dell’arbitrato è fissata in Calatafimi (TP). Gli arbitri potranno condurre il procedimento senza formalità di procedura, salva l’osservanza del principio del contraddittorio e, più in generale, delle disposizioni inderogabili di legge. Si applicano, per quanto espressamente qui non disposto, le disposizioni degli articoli 806 e seguenti del codice di procedura civile in tema di arbitrato rituale. 17.3 In ogni caso, prima di agire, le parti si impegnano a tentare la conciliazione presso il Collegio dei Probiviri di cui al presente Statuto, senza formalità di procedure.

Art. 18 – Rinvio 18.1 Per tutto quanto non è previsto dal presente Statuto si fa rinvio alle norme di legge e ai principi generali dell’ordinamento giuridico italiano.


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